Ci sono città che danno il nome a un vino quasi per caso, e altre in cui il vino fa parte del paesaggio. Trani appartiene alla seconda categoria. Basta uscire dal centro storico e salire verso l'interno per vedere come cambia la campagna: vigneti, uliveti, mandorli, muretti a secco, e in lontananza il profilo morbido della Murgia. Da questa terra nascono due prodotti che raccontano il territorio meglio di qualsiasi guida: il Moscato di Trani e l'olio extravergine del nord barese.
Una denominazione con il nome della città
Il Moscato di Trani è un vino a Denominazione di Origine Controllata, riconosciuto con decreto del Presidente della Repubblica dell'11 settembre 1974. Il disciplinare fissa le regole di produzione: quali uve usare, dove coltivarle, come trasformarle e quali caratteristiche deve avere il vino che arriva nel bicchiere.
Il vitigno protagonista è il Moscato bianco, che in questa parte di Puglia viene chiamato anche Moscato reale. Deve rappresentare almeno l'85% delle uve; il resto può venire da altri vitigni a bacca bianca aromatica coltivati nella zona. È un'uva antica, profumatissima, che sotto il sole dell'Adriatico matura fino a concentrare zuccheri e aromi.
Le due tipologie
La denominazione prevede due versioni, diverse per metodo e per carattere:
- Dolce Naturale: la dolcezza viene interamente dall'uva, raccolta molto matura e in parte appassita. Il colore è giallo dorato, il profumo intenso e aromatico, il sapore dolce e vellutato.
- Liquoroso: un vino fortificato, con una gradazione più alta, che il disciplinare prevede di affinare almeno un anno prima della messa in commercio.
Sono vini da bere poco per volta, freschi ma non gelati, nel momento lento che chiude un pranzo o una cena.
Dove nasce: dalla costa alla Murgia
La zona di produzione non si ferma ai confini comunali di Trani. Comprende anche diversi comuni vicini del nord barese e della provincia di Barletta-Andria-Trani, come Andria, Bisceglie, Corato e Ruvo di Puglia. È un'area che parte dal mare e sale verso l'altopiano murgiano: una geografia di confine tra due paesaggi, in cui la vite convive da secoli con l'ulivo e il mandorlo.
Non a caso, fra le colture più diffuse nelle campagne di Trani ci sono proprio uva da vino, olive e mandorle. Lo stesso triangolo di sapori che ritorna nella pasticceria locale.
Con cosa si abbina
L'abbinamento classico è con i dolci secchi alle mandorle della tradizione pugliese: biscotti, paste di mandorla, dolcetti da forno che si trovano nelle pasticcerie di tutta la regione. Funziona bene anche con formaggi stagionati e saporiti, in un gioco di contrasti tra il dolce del vino e il sapido del formaggio. Per chi ama sperimentare, il Moscato accompagna volentieri anche la frutta secca a fine pasto.
L'olio: Terra di Bari e il carattere della Coratina
Se il Moscato è il vino della festa, l'olio è il prodotto di ogni giorno. L'extravergine di questa zona rientra nella DOP Terra di Bari, che si articola in tre menzioni geografiche: Castel del Monte, Bitonto e Murgia dei Trulli e delle Grotte. Le campagne alle spalle di Trani appartengono soprattutto all'area di Castel del Monte, dove la varietà dominante è la Coratina, che prende il nome da Corato.
È un olio dal colore verde intenso con riflessi dorati, profumato di erba e di oliva fresca, con una nota amara e un pizzico di piccante in gola. Chi è abituato a oli più delicati può restare sorpreso al primo assaggio, ma quella sensazione pungente non è un difetto: è il segno di un olio ricco e vivo. Il periodo migliore per conoscerlo è l'autunno, quando nelle campagne si raccolgono le olive e arriva l'olio nuovo.
Come riconoscerli in etichetta
Il consiglio pratico è leggere sempre l'etichetta: per il vino cercate la dicitura Moscato di Trani DOC e la tipologia, Dolce Naturale o Liquoroso; per l'olio la dicitura Terra di Bari DOP, con l'eventuale menzione geografica. Sono le garanzie che il prodotto rispetta un disciplinare e viene davvero da qui.
Un calice al rientro in centro storico
Dopo una giornata fra la Cattedrale, il porto e i vicoli della Giudecca, una bottiglia di Moscato e qualche dolcetto alle mandorle sono il modo più semplice per chiudere la sera. A Giudea Home, in Via la Giudea, il frigorifero permette di tenere il vino alla giusta temperatura fino al momento dell'assaggio, e il porto turistico è a soli 100 metri per una passeggiata prima di rientrare. Un ultimo consiglio: se tornate a casa con una bottiglia d'olio, sceglietela piccola e bevetela entro l'anno, quando il suo profumo è al massimo.
I sapori di Trani, a due passi da casa
Giudea Home non ha una cucina, ma frigorifero, forno a microonde e macchina del caffè sono a disposizione; il porto, con i suoi locali, è a soli 100 metri.