La Sinagoga Scolanova di Trani vista dal basso: alta parete in conci di pietra chiara, una scala esterna, finestre ad arco e un campanile a vela con la stella di David contro il cielo blu
La Sinagoga Scolanova di Trani vista dal basso: alta parete in conci di pietra chiara, una scala esterna, finestre ad arco e un campanile a vela con la stella di David contro il cielo blu. Foto: Lorenzo.Antonicelli · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Nella parte orientale del centro storico di Trani, tra il porto e la Cattedrale, c'è un intreccio di strade strette e pietra chiara che porta ancora i nomi di chi le abitava ottocento anni fa: via Scolanova, via La Giudea, vicolo Giudecca, via Cambio. È la Giudecca, l'antico quartiere ebraico, uno dei luoghi più densi di storia di tutta la Puglia. Non è un museo all'aperto recintato: è un pezzo di città vissuta, con panni stesi, porte socchiuse e, in mezzo, due sinagoghe medievali giunte fino a noi.

Una comunità prospera sul mare

Nella seconda metà del XII secolo il viaggiatore ebreo spagnolo Beniamino di Tudela, che percorse il Mediterraneo annotando le comunità che incontrava, registrò a Trani circa duecento famiglie ebraiche. Era una comunità numerosa e benestante, legata ai traffici del porto: i sovrani normanni e poi Federico II la protessero per il suo peso economico, e i mercanti ebrei ebbero un ruolo di primo piano nel commercio, in particolare della seta grezza. Il nome di via Cambio ricorda ancora i banchi dove si scambiava il denaro.

Il quartiere arrivò a contare quattro sinagoghe: la Scola Grande, la Scolanova, e altre due che le fonti ricordano come San Leonardo e San Pietro Martire, dai nomi delle chiese in cui furono trasformate. Con il dominio angioino, sul finire del Duecento, il clima cambiò: arrivarono pressioni e persecuzioni, molti ebrei furono costretti alla conversione e le sinagoghe vennero gradualmente sottratte al culto e trasformate in chiese. I convertiti e i loro discendenti, chiamati neofiti, rimasero a lungo una componente importante della vita cittadina. Nel primo Cinquecento gli ebrei furono infine espulsi dal Regno di Napoli, e con loro si chiuse una storia durata secoli.

La Sinagoga Scolanova

La Scolanova, costruita nel XIII secolo, si affaccia sull'omonima via con una facciata semplice e austera. Una scala esterna sale fino all'ingresso, le pareti sono in conci di calcare e la luce entra da strette finestre ad arco. In cima, un piccolo campanile a vela ricorda i secoli in cui l'edificio fu la chiesa di Santa Maria di Scolanova; sul suo frontone, però, oggi spicca una stella di David in ferro battuto. All'inizio degli anni Duemila la sinagoga è infatti tornata alla sua funzione originaria ed è di nuovo luogo di preghiera della comunità ebraica: un ritorno carico di significato, dopo secoli di silenzio.

La Scola Grande, oggi museo

Poco distante sorge la Scola Grande, edificata intorno al 1246-1247 sulla strada principale del quartiere e poi trasformata nella chiesa di Sant'Anna. Dopo un lungo restauro, concluso nel 2009, è diventata la sede della sezione ebraica del Museo Diocesano, presentata come l'unico museo di storia ebraica dell'Italia meridionale. I restauratori hanno recuperato il livello originario del pavimento, alcune cisterne e una base in pietra per le sedute; sulle pareti si legge ancora l'iscrizione di fondazione, datata secondo il calendario ebraico. La cupola, un piccolo frontone che forse coronava l'armadio della Torah e il campanile raccontano le diverse vite dell'edificio.

Nella cripta sono raccolte lapidi provenienti dai cimiteri ebraici della città; al piano superiore pannelli e documenti accompagnano la visita, insieme a due oggetti preziosi: una mezuzah del XII-XIII secolo e frammenti in pergamena di una Bibbia ebraica del Trecento.

Come visitare il quartiere

La Giudecca si esplora a piedi, senza un percorso obbligato. Qualche suggerimento per non perdersi l'essenziale:

  • Iniziate da via Scolanova per vedere la sinagoga dall'esterno, poi raggiungete la Scola Grande e il museo.
  • Camminate lentamente in via La Giudea e nei vicoli vicini: archi, scale esterne e portali in pietra raccontano il quartiere meglio di qualsiasi cartello.
  • Ricordate che la Scolanova è un luogo di culto attivo: abbigliamento sobrio e rispetto delle funzioni.
  • Aperture e visite guidate di sinagoga e museo variano nel corso dell'anno: controllate i canali ufficiali della Diocesi e del Comune di Trani.

Per chi soggiorna a Giudea Home, in via La Giudea, questo non è un quartiere da raggiungere ma quello in cui ci si sveglia: la storia della Trani ebraica comincia appena fuori dalla porta, e il porto è a circa 100 metri. Vale la pena tornare in queste strade anche la sera, quando la pietra trattiene il calore del giorno e i vicoli si fanno silenziosi.

Il centro storico fuori dalla porta

Giudea Home è un monolocale di 45 mq con soppalco nell’antica Giudecca di Trani: il porto turistico a soli 100 metri, la Cattedrale e il Castello Svevo a pochi minuti a piedi.