Il porto di Molfetta con i pescherecci ormeggiati e, sullo sfondo, le due torri del Duomo vecchio di San Corrado; in primo piano una bitta in pietra sulla banchina
Il porto di Molfetta con i pescherecci ormeggiati e, sullo sfondo, le due torri del Duomo vecchio di San Corrado; in primo piano una bitta in pietra sulla banchina. Foto: Riccardo Noya · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Trani è una città che si gira a piedi, e proprio per questo funziona bene come base. Dopo un paio di giorni passati fra il porto, la Cattedrale e i vicoli di pietra chiara, viene voglia di guardare lungo la costa: verso nord c'è Barletta, verso sud Bisceglie e, poco più in là, Molfetta. Sono città che si affacciano sullo stesso Adriatico ma hanno un carattere tutto loro, e si raggiungono in giornata in treno, con i regionali della linea adriatica, oppure in auto, senza bisogno di cambiare alloggio.

Barletta: il gigante di bronzo e la Disfida

La prima cosa da vedere a Barletta è anche la più spiazzante. Accanto alla Basilica del Santo Sepolcro, sul corso, si alza il Colosso: una statua in bronzo di un imperatore della tarda antichità, alta circa quattro metri e mezzo, che i barlettani chiamano affettuosamente Aré. La tradizione la identifica con Eraclio, ma gli studiosi discutono ancora su chi rappresenti davvero; quel che è certo è che si tratta di una delle statue bronzee antiche più grandi giunte fino a noi. Fermarsi ai suoi piedi e alzare lo sguardo è un piccolo rito che vale il viaggio.

Il nome di Barletta, però, è legato soprattutto alla Disfida. Il 13 febbraio 1503, nel pieno della guerra fra Francia e Spagna per il Regno di Napoli, tredici cavalieri italiani guidati da Ettore Fieramosca affrontarono tredici cavalieri francesi per difendere l'onore italiano, offeso durante un banchetto. Lo scontro si svolse nelle campagne fra Andria e Corato e si concluse con la vittoria degli italiani. In centro si visita ancora la cantina dove, secondo la tradizione, nacque la sfida: un luogo piccolo, quasi domestico, che racconta bene come la storia grande passi spesso da stanze minuscole.

A pochi passi dal mare c'è infine il Castello, di origine normanno-sveva e poi trasformato nel Cinquecento in una fortezza con grandi bastioni angolari. Le sue mura massicce, circondate dal fossato, sono un bel contrappunto alla Cattedrale di Santa Maria Maggiore, che gli sta proprio di fronte con il suo campanile romanico.

Bisceglie: vicoli raccolti e un dolmen di tremila anni

Bisceglie è più piccola e più intima. Il centro storico si attraversa per stradine strette lastricate di pietra, fra archi, cortili e chiese; il punto di riferimento è la Cattedrale di San Pietro, romanica, con la sua facciata sobria e severa. Poco distante si trova il castello di età sveva, con le sue torri in pietra. È una città vecchia da girare senza mappa, lasciandosi portare dai vicoli fino al mare.

Fuori dall'abitato, nella campagna di ulivi, c'è un monumento molto più antico di tutto il resto: il Dolmen della Chianca. È una tomba megalitica dell'età del Bronzo, formata da grandi lastre di pietra che chiudono una cella e un corridoio d'accesso, scoperta all'inizio del Novecento e considerata fra i dolmen meglio conservati d'Italia. Il nome viene dal dialetto locale e richiama proprio la lastra di pietra. Vederlo in mezzo ai campi, nel silenzio, dà la misura di quanto sia profonda la storia di questa costa. Prima di andare conviene informarsi sulle modalità di visita, che possono cambiare durante l'anno.

Molfetta: il Duomo vecchio sull'acqua

Un po' più a sud, Molfetta custodisce uno dei capolavori del romanico pugliese: il Duomo vecchio di San Corrado. Costruito fra il XII e il XIII secolo direttamente sul bordo del mare, all'estremità del borgo antico, ha due torri gemelle e tre cupole allineate lungo la navata centrale, nascoste all'esterno da coperture a piramide in pietra. Dentro, la luce filtra poca e morbida, e la pietra nuda fa il resto.

Il bello di Molfetta è il contesto: il duomo si affaccia sul porto, dove ancora oggi lavorano i pescherecci, e il centro storico alle sue spalle ha una pianta a spina di pesce, con stradine parallele che scendono verso l'acqua. Una passeggiata sul lungomare, al tramonto, chiude la giornata nel modo migliore.

Come organizzare le gite

Le tre città si possono combinare in modi diversi. Barletta merita una giornata piena, magari con una sosta lunga in centro; Bisceglie e Molfetta si abbinano bene, visto che stanno nella stessa direzione. Il treno regionale è comodo perché le stazioni sono vicine ai centri storici e si evita il problema del parcheggio. Chi si muove in auto può invece raggiungere più facilmente il dolmen, che si trova in campagna. Un consiglio: nelle ore centrali d'estate le chiese possono essere chiuse, quindi conviene verificare prima i giorni e le modalità di visita.

La sera, tornare a Trani è un piacere a sé: il porto si accende, i vicoli si riempiono e da Giudea Home, nel cuore del quartiere ebraico, il porto turistico e la zona della movida sono a soli 100 metri. Si lascia lo zaino, si fa una doccia nell'ampio bagno e si esce di nuovo a piedi, senza pensare più all'auto fino al giorno dopo.

Il centro storico fuori dalla porta

Giudea Home è un monolocale di 45 mq con soppalco nell’antica Giudecca di Trani: il porto turistico a soli 100 metri, la Cattedrale e il Castello Svevo a pochi minuti a piedi.